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Numero di giocatori 2-6
Età 12 in su
Durata 90 minuti
Tipologia Gioco di ruolo da tavolo
Classe Standard
Lingua Italiano
Dipendenza dalla lingua
Autore John Goodenough, Robert Harris

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Talisman 4° edizione



Confrontando passato e presente i cambiamenti sono pochissimi (ad esempio sulla mappa tutte le Rovine hanno un modificatore +2 attacco nemici) comprese correzioni per alcune forme nei testi che potevano generare dubbi ma il grosso riguarda la stesura del regolamento, ora più organizzato, ricco di esempi e finemente curato. Da notare come la Craft adesso si acquisisce allo stesso modo della Strength, ovvero ogni 7 punti nemici uccisi, ma rimangono conservati per tipo. In pratica non potrete sommare punti Strength e Craft da convertire in una caratteristica a scelta.
Dopo un abbondante quinto di secolo gli aggiustamenti sono, in pratica, marginali. Black Industries l'aveva detto sin da subito, l'obiettivo era riproporre il gioco identico al classico prediligendo la cura del look e materiali.
Per i veterani del tavolo viene pertanto da chiedersi l'effettiva utilità di una trovata del genere se non mettere definitivamente in pensione una vecchia edizione gelosamene custodita oppure evitare di buttarsi sul mercato collezionistico per procurarsene una copia dove si rischia di svenarsi economicamente.
Impossibile da nascondere: Talisman 4th è del 2007 ma è come se stessimo facendo un salto nel passato di venti anni. Una valutazione disarmante che prende coscienza e forma diverse se proiettata come spinta per le nuove generazioni che non conoscono Talisman, in particolare giocatori occasionali e amanti del fantasy condito di sana azione senza sacrificarsi in regolamenti ostici. Questa è la fascia di interesse e la chiave di lettura per un prodotto del genere.

Partendo dai materiali superlativi come le carte traslucide, disegni eleganti a tema che rivisitano gli originali, gettoni delle monete con scritta "Talisman" e logo, dadi a sei facce personalizzati, chip di plastica per le caratteristiche, tabellone enorme, accattivante e ricco di particolari, componentistica in generale robusta e tutta racchiusa in un package nero e distinto, con plastica preformata per tenere i pezzi in simil-velluto. Revisionato nell'aspetto ma il cuore che pulsa è lo stesso di sempre, di riflesso rimando alle recensioni delle vecchie edizioni presenti nel nostro database.
Detto ciò occorre rimettere in conto lo sbilanciamento nelle caratteristiche dei personaggi, meccanica semplice e ripetitiva come un diagramma di flusso (riproposto pure lui) che si riassume in un tirare il - mai così tanto bastardo - dado, muoversi, pescare le carte avventura e leggere cosa succede, incrociando le dita... 
Man mano che si picchiano mostri e si superano incontri raggranellando seguaci e oggetti, ci si potenzia per affrontare gli scontri cruciali prima di giungere alla Corona del Comando, artefatto magico con il quale si uccidono pian piano tutti gli altri avversari rimasti. Questo a patto di avere prima trovato un Talismano.

Praticamente il fato sovrasta ogni aspetto del destino dei giocatori e sapersi destreggiare in base all'equipaggiamento raccolto aiuta, ma dominarlo è impossibile. Azzardare a volte necessario. Lecite le critiche, si poteva approfittare dell'occasione per introdurre aggiustamenti che ammodernassero il prodotto e lo mettessero in linea con le tante proposte che offre il mercato odierno, Runebound in primis. Il sistema di combattimento oggettivamente funziona ancora e ci può stare ma una trovatina furba lo avrebbe reso meno deterministico di fronte a sua maestà il Dado.
Più gravi sono semmai le fasi finali prima dell'arrivo alla Corona dove si incappa nello spiacevole girare a vuoto sperando di centrare una casella con rischio frustrazione e tempi dilatati, senza dimenticarsi del giocatore in testa sempre più imprendibile e mancanza generale di climax e divertimento. Quando il gioco arriva in fondo oramai ha già regalato tutto il suo potenziale, un vero peccato.
Altro problema rimane una difficoltà mal calibrata che non si adatta alla crescita dei personaggi e se agli inizi vengono massacrati indistintamente, alla lunga gli permetterà di radere letteralmente al suolo tutto ciò che incontrano, Dragoni compresi. Non avrebbe fatto male osare e trovarsi un minimo di revisione da parte degli autori, almeno come varianti da implementare a piacimento. Al tempo stesso mi metto nei loro panni e di fronte ad una eredità così grossa (stiamo parlando di un blockbuster assoluto degli anni '80), un gioco funziona già bene di suo perchè stravolgerlo? Per accontentare gli hardcore gamers sempre più esigenti?
Le bacchettate sono di rigore da un lato, dall'altro i difetti non pregiudicano il remake perchè dopo averci rigiocato a distanza di anni Talisman ha ancora la forza di appassionare, è sempre diverso di partita in partita e nasconde bastardate sottili oltre la dea bendata; con una grafica molto bella per giunta.



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